Utopie, sarte e case editrici

Qualche anno fa a Trieste ho incontrato Silvia Salvagnini in un caldissimo pomeriggio d’estate. Eravamo in macchina io e altri che aspettavamo si cambiasse per andare a Monfalcone ad Absolute Poetry. Mi ha fatto subito arrabbiare ancora prima di conoscerla perché ci stava mettendo troppo, ma quando è salita in auto mi ha letteralmente travolto. Non ricordo quasi niente di cosa mi disse, se non che risi tantissimo e la perdonai dentro di me per il ritardo e la conseguente sudata.

Silvia Salvagnini, L'orlo del vestito, Sartoria Utopia 2016
Silvia Salvagnini, L’orlo del vestito, Sartoria Utopia 2016

La sera c’era il Big Boat Poetry Slam e io, che ero già disincantata e abituata alle paturnie dei poeti, rimasi rapita dalla sua lettura.

Poi ci perdemmo quasi completamente di vista, fino a quando, ironia della sorte, non venni a Milano e lei mi travolse con i suoi libri.

Qui a Milano ho conosciuto Francesca Genti e Manuela Dago, che hanno un progetto stupendo che si chiama Sartoria Utopia e oggi sono tanto, tanto contenta che queste poete “dalla parte delle bambine” si siano incontrate e abbiano dato vita al progetto degli Utopini, i cui primi due titoli sono questi qui.

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