Un articolo su di me (parte prima)

Nel libro di Gertrude Moskowitz di cui ho parlato nello scorso articolo, Caring and Sharing in the Foreign Language Class, trovo spessissimo spunti da cui posso trarre esercitazioni da fare in classe, anche funzionali a un approccio contenutistico – non solo umanistico, nonostante sia questo l’intento del libro – dell’insegnamento delle lingue.

Così, dopo aver proposto un esercizio sui propri obiettivi di vita (What I want for life, es. 75 che viene inserito nel capitolo My values, “Le mie qualità”), che è servito a introdurre il lavoro tipico che viene effettuato nel penultimo anno di scuole superiori di orientamento agli studi successivi, ho deciso di rendere ancora più divertente il lavoro di ricerca su se stessi, offrendo loro l’esercizio Read all about me (“Un articolo su di me”).

Traduco passo passo i suggerimenti del libro di Moskowitz a tal proposito.

Obiettivi

Affettivi: aiutare gli studenti a focalizzarsi sulle loro aspirazioni; mostrare agli studenti come gli altri li vedono.

Linguistici: fornire una situazione significativa che li stimoli a scrivere e alla pratica conversazionale.

Gruppo: classe intera.

Materiali richiesti: Una prima pagina di giornale per ogni studente della classe, con titoli di apertura nascosti da carta bianca.

Procedimento: Dite agli studenti di immaginare che qualsiasi desiderio abbiano su se stessi può diventare realtà. Istruiteli su come si scrive un titolo di giornale su se stessi, basato sulle proprie aspirazioni, che vorrebbero si realizzasse.

I ragazzi non sono abituati a pensarsi sulla prima pagina di un giornale, perciò potete dar loro alcuni esempi per far capire che cosa significa fare questa operazione:

  • Prima donna astronauta sbarca sulla luna
  • Ex abitante di Philadephia scopre la cura del cancro
  • Studente appena diplomato scrive un best seller
  • Giocatore esordiente di 19 anni gioca match perfetto

Raccogliete i titoli delle prime pagine e assicuratevi che siano scritte correttamente. Poi date a ogni studente una prima pagina di giornale con i titoli coperti di carta bianca (potete anche chiedere a ogni studente di portare la sua prima pagina). Dite agli studenti di scrivere il proprio titolo con un pennarello sullo spazio bianco. Questa operazione può essere fatta a casa o in classe.

Raccogliete le prime pagine così composte, numeratele consecutivamente con il pennarello, spargetele per l’aula. Gli studenti avranno ognuno un numero che dovrà corrispondere a una prima pagina. Sul numero dovrebbero anche scrivere il nome della persona che pensano abbia scritto il titolo sulla pagina.

Dopo aver dedicato un tempo sufficiente a questa fase ognuno si metterà vicino al proprio titolo, per permettere agli altri di controllare se hanno indovinato.

Gli studenti possono anche essere divisi in gruppi per discutere i titoli degli altri e i propri.

Come attività successiva ogni ragazzo potrà scrivere un articolo che accompagni il proprio titolo.

(Barbara Mills, docente di francese)

Le reazioni dei ragazzi, al solito, sono state divertite e positive.

Ho variato leggermente l’attività, lasciando maggiore spazio a una introduzione sulla prima pagina di un giornale: avevo acquistato Le monde quel mattino stesso e abbiamo letto assieme la prima pagina, individuando le varie parti di cui essa si compone (bandeau, manchette, tribune…) anche avvalendomi dell’aiuto di due ragazze francesi in scambio. Si è quindi potuto parlare di alcuni argomenti di attualità: le intenzioni di Macron in merito alla riforma sociale in Francia; la violenza nelle classi (uno studente francese si era presentato in classe armato il giorno prima, e c’era una vignetta al riguardo); abbiamo sviscerato un po’ la stampa francese, compresa quella satirica, comparandola con quella italiana.

Abbiamo letto anche il titolo più importante e relativi sottotitoli, 4 mini paragrafi che nella copia degli studenti erano tutti coperti da un pezzo di carta bianca (potere della cara, vecchia fotocopiatrice!).

Abbiamo osservato che nei sottotitoli si spiegava meglio ciò che si diceva nel titolo, anche fornendo dati e numeri.

Dopo queste premesse, ho invitato i ragazzi a scrivere la propria prima pagina. E per divertirli ho scritto io stessa un titolo e 4 sottotitoli, basandoli su me stessa:

Nella foto, la versione fotocopiata e modificata della prima pagina e sotto, l’originale.

La « super-prof » qui a gagné le prix Goncourt 2018

  • Son roman parle de l’amour pour la professione et pour ses élèves
  • Anna Castellari, née dans un petit village du nord-est de l’Italie, est arrivé en France à dix-neuf ans. Elle a étudié à la Sorbonne et a Saint-Denis-Paris8
  • Dans son roman « Peur d’école » elle s’inspire au plus connu « Chagrin d’école » de Daniel Pennac
  • Un récit à la fois « émouvant et amusant », selon les mots du juré Tahar Ben Jelloun, « qui exprime au mieux l’ésprit de l’école d’aujourd’hui ».

[Non serve specificare che queste parole non sono realmente state pronunciate da Ben Jelloun, ma sono inventate di sana pianta dalla sottoscritta, vero?]

I ragazzi, divertiti anche dal mio stesso coinvolgimento, si sono impegnati nella scrittura dei propri titoli, che verranno mescolati alla prossima lezione e dovranno essere abbinati secondo le indicazioni dell’esercizio che ho tradotto qui sopra.

Dopo la lezione, pubblicherò qui qualche esempio tra le loro produzioni.

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