Aria, acqua, terra, fuoco. Radiomagica, (non solo) una radio per (non soli) bambini

Un paio d’anni fa, quando ancora l’editoria libraria sembrava non essere del tutto in crisi (anche se si cominciava a presentire che prima o poi tutto sarebbe crollato), mi capitò di fare una prova di redazione come autrice per bambini. All’epoca ero quasi digiuna di editoria (nel senso professionale del termine, non avevo ancora fatto il master, anche se collaboravo con qualche piccola casa editrice), ma avevo intuito, tra le mie letture illustrate per l’infanzia, la redazione della mia tesi — in letteratura per ragazzi, con una traduzione del bel romanzo di María Sánchez Puyade, Violeta en el País de Nunca Jamás — e i miei ricordi di favolette moralistiche, che scrivere per bambini richiede una profonda conoscenza dei propri lettori, dei loro bisogni, quelli davvero primari, e che non bisogna far loro prediche o raccomandazioni: per quello ci sono già genitori e insegnanti. E così, compilando la prova per la guida turistica per cui concorrevo, mi ritrovai a inventare percorsi basati sulla vista, sulla luce, sull’acqua, insomma, su elementi naturali che davvero sono (almeno idealmente) rilevanti per i bimbi. Scrivendo di Parigi, mi focalizzavo soprattutto sulla luce (la lumière) e l’acqua (della Senna), per accativarmi un pubblico solitamente attratto da immagini sempre più sbrilluccicanti.

La bambina che ascoltava gli alberi, di Maria Loretta Giraldo e Cristina Pieropan, Edizioni Corsare.
Un’immagine da La bambina che ascoltava gli alberi, di Maria Loretta Giraldo e Cristina Pieropan, Edizioni Corsare.

Quando l’altro giorno sono andata sul sito di Radio Magica ho ritrovato quell’intuizione. Non solo una radio, si dice sul sito. E infatti: si tratta di un portale web con contenuti alla portata di tutti, ma proprio di tutti. I bambini con i bisogni speciali — sordomuti o non vedenti — sono al centro dell’attenzione di questo progetto editoriale. Video, contenuti audio due ore al giorno, colori e immagini di qualità che catturano l’attenzione anche degli adulti. Proprio come avviene con quei libri illustrati, così affascinanti che non puoi fare a meno di rileggerli anche da adulti, o di comprarli anche se non li hai mai avuti da bambino (e se li avessi avuti da piccolo). E ridivento un po’, anch’io, una bambina che ascoltava gli alberi. Oppure corro in cielo, dalla nuvola Olga, o chissà in quali storie sarò catapultata…

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