Pordenonelegge.it tra oriente e occidente: Amin Maalouf

[cultura]

di Anna Castellari
foto internet
05/10/2009

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Pordenone è una cittadina con un piccolo centro dalle viuzze e piazzette medievali. Pochi gli eventi culturali fino a qualche anno fa. Cinemazero, associazione che tra gli altri eventi da ventotto anni organizza l’internazionalissimo Festival del Cinema Muto (Silent Film Festival); Dedica, festival incentrato ogni anno su un autore differente; e la fiera del libro, dalle cui ceneri dieci anni fa nacque Pordenonelegge, poi trasmutata in Pordenonelegge.it, giusto per ricordarci che viviamo in un mondo tecnologico e globalizzato.

Tra i protagonisti della manifestazione 2009, Amin Maalouf. Scrittore e giornalista libanese, da anni vive a Parigi, nella lumière che l’ha accolto con le sue braccia calde e spigolose al tempo stesso. Ha un aspetto orgoglioso e pudico, un sorriso negli occhi vivi e attenti. Intellettuale riconosciuto con pubblicazioni in Francia, tradotto naturalmente anche qui, anche se molto meno noto. Tra i suoi libri più famosi, Le crociate viste dagli arabi e Gli scali del levante. A Pordenonelegge.it presenta il saggio È un mondo senza regole, edito da Bompiani, in cui svolge un’analisi e una riflessione sulla crisi del mondo occidentale, visto con gli occhi di un orientale quale egli è, pur senza prendere posizioni troppo estreme. E durante il colloquio queste riflessioni emergono, pur se a grandi linee.

Il giorno prima dell’inizio del festival friulano, Sanaa, una ragazza musulmana di appena vent’anni, è stata uccisa dal padre, contrario alla sua relazione con un ragazzo italiano di trentun anni. Ma non nella pericolosa periferia di qualche metropoli: in un paesello di montagna molto suggestivo, Grizzo di Montereale Valcellina, proprio in provincia di Pordenone. È stata inevitabile una domanda con riferimento alla dolorosa vicenda: Monsieur Maalouf, come si può parlare di integrazione tra musulmani e occidentali in casi di questo tipo? La risposta dello scrittore è chiara e molto sensata. “Quando si parla di differenze culturali non bisogna considerare questo genere di episodi, e quando si è chiamati a giudicare questo tipo di atti non si possono giustificare con le differenze culturali. Non esiste l’eccezione culturale”. E continua: “Le differenze culturali, linguistiche sono un valore. Si tratta di approfondire una conoscenza reciproca. Un crimine è un crimine. E chi cerca di scusare un reato con la scusa dell’eccezione culturale commette un altro crimine, insultando la propria cultura”.

Per Maalouf, il mondo, intendendo per “mondo” la società e le persone, è cambiato soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, di cui quest’anno ricorre il ventennale. “Se prima del muro erano le ideologie ad accentuare le divisioni, oggi è l’identità culturale a fare questa parte”.

Maalouf ha una visione globale, che si dipana facilmente dalla lettura dei suoi libri. In un suo romanzo del ’99, Gli scali del levante, premio Nonino, il protagonista, figlio della stirpe turca ottomana, vorrebbe avere una vita normale, mentre il padre lo vuole rivoluzionario. Il ragazzo parte per la Francia a studiare medicina, ma finisce per diventare un sovversivo, in tempi di persecuzioni naziste e di guerra mondiale. Allora è proprio vero che si finisce sempre per accontentare i padri? E come influisce questo su scala mondiale? A questa domanda, lo scrittore preferisce porre l’accento su un aspetto: “C’è un rovesciamento di ruoli, una confusione nel mondo di oggi. Tanto che si può essere conservatori e desiderare una vita tranquilla a vent’anni, e sovversivi e rivoluzionari a quaranta”.

E a proposito di rivoluzioni, di ieri e di oggi, non manca, nel discorso dell’autore, un riferimento all’Iran. “Ahmmadinejad è un provocatore, evidentemente. E trova un’eco presso molta gente. Ma l’autorità di questo personaggio è compromessa, poco legittima. Il popolo iraniano ha una lunga pratica storica: può diventare una società moderna e laica entro i prossimi dieci anni”.

Per saperne di più
Pordenonelegge.it

[Fonte: Rivistaonline]

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