Peter Greenaway: come ti animo Le Nozze di Cana

[cultura]

di Anna Castellari

foto di Luca Vascon

09/06/2009

Il visionario regista britannico rielabora il capolavoro di Paolo Veronese. In una psichedelicainstallazione oggi visibile a Venezia.

Siamo a Venezia, alla vigilia della 53a Biennale d’Arte Contemporanea. La città esplode di colori e profumi di gelsomini e tigli. Mentre i soliti turisti riempiono San Marco e dintorni, c’è anche un altro flusso: quello degli specialisti dell’arte. Un’atmosfera cosmopolita che si respira per le calli e i campi della Serenissima.
Tra un vernissage e l’altro degli eventi collaterali alla Biennale 2009, che aprirà al pubblico il 7 giugno, eccoci all’Isola di San Giorgio, di fronte a San Marco. Siamo qui per scoprire il nuovo capolavoro di Peter Greenaway, regista inglese. La sua installazione si trova nella Fondazione Cini. Ma prima di scoprirla, il regista-artista parla della sua opera in una sala della Fondazione gremita di addetti ai lavori, autorità, anziane signore agghindate che si scandalizzano difronte a una battuta di Greenaway: “Chissà cosa avrebbe fatto Bernini, se avesse avuto photoshop!”, nel suo adorabile accento inglese, vagamente snob. E aggiunge:  “La nostra percezione nel tempo cambia, è inevitabile. Non possiamo fare a meno di pensare a Andy Wharol quando guardiamo un Leonardo da Vinci”.

Operazioni di questo tipo non sono nuove al regista Greenaway. Aveva già prodotto un lavoro teso a coniugare arte e cinema, basandosi su altri due capolavori del passato: La Ronda di Notte di Rembrandt e il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Ma stavolta, l’opera fa parte di un progetto più complesso: un film, Le nozze di Cana, che verrà proiettato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, in settembre 2009.

Per ora si può godere di un magnifico spettacolo della durata di 50 minuti. Il fac-simile del dipinto del XVI secolo, riprodotto da Adam Lowe, viene proiettato a grandezza naturale nello spazio per cui era stato pensato: il Cenacolo Palladiano. E torna, in qualche modo, a casa: l’originale si trova infatti al Louvre di Parigi. Con una tecnologia all’avanguardia (“fino ad appena due anni fa era impensabile”), che permette allo spettatore di percepire visivamente, in modo eccezionale, perfino le pennellate dell’originale. Durante la performance la sensazione è quella di rivivere, per intero, l’episodio delle Nozze di Cana, che culminano nel miracolo della trasformazione di acqua in vino.

Si assiste, così, a un climax cinematografico ascendente: la presentazione di ogni personaggio dell’opera, con tanto di voci degli invitati al banchetto; un incendio spettacolare (in cui le finestre del Cenacolo s’illuminano di rosso, partecipando anch’esse alla performance); un affascinante cambio di prospettiva: la visione dei personaggi del dipinto dall’alto.

Una rilettura tutta nuova di un capolavoro del passato, che torna a rivivere nel 2009 e che merita certamente una visione.
06 Giugno 2009 – 12 Settembre 2009

Le Nozze di Cana di Paolo Veronese: una visione di Peter Greenaway. Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore

Per informazioni: www.cini.it

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(Crediti fotografici: Luca Vascon)

[Fonte: Rivistaonline]

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