Mi sa che devo proprio fornire una spiegazione

IMG_0553In un mio recente post su facebook affermo che “la provincia ti fa rimanere intatto l’entusiasmo nei confronti della vita”. No, non mi sono bevuta il cervello, né ho rinnegato in un sol colpo vent’anni di convinzioni riguardo alla provincia da cui provengo, che sa essere, e io lo so molto bene, spietata e ingiusta verso chi non si vede nei panni di un giovane imprenditore quali molti spesso vogliono apparire.

Niente contro i giovani imprenditori, anzi, ne conosco diversi (qui un esempio di fantasia al potere notevole e ammirevole), e molti di loro si rendono conto di venire da una realtà piccola e periferica, ma proprio per questo fanno di necessità virtù: e hanno dunque tutta la mia stima.

Se devo avercela con qualcuno, posso dire che ce l’ho con gli imprenditori yuppie degli Ottanta, che qui pullulavano e pullulano ancora, biechi personaggi che hanno dimenticato che qui una volta era tutta campagna e che questo andrebbe valorizzato, e che hanno costruito strade infinite che sembrano autostrade e capannoni che, finito il miracolo economico, sono rimasti lì a languire (spostandomi in Veneto, penso a un capannone nei pressi di Portogruaro abbandonato da quando ne ho memoria, e Fabio Franzin a denunciare questi e altri orrori dell’era post-industriale, che altro che Vasco Brondi).

Ma non è questo il punto.

Il punto è che, fuori da ogni cliché, da ogni preconcetto, nonostante tutti i problemi che ben conosco da quando ho una coscienza critica – chessò, dover fare gli slalom tra i bar per evitare gli ex, ché qui il posto è piccolo e la gente la incontri anche se non vuoi, oppure doversi andare a cercare concerti mostre e letture tentando con fatica di non fare sempre le stesse come molti tendono a fare (al grido di “c’è tutto un mondo fuori dai bar degli spritz”) – la provincia costringe, per sua stessa natura, a doversi andare a cercare le cose che più si amano, a doversi anche costruire un mondo fatto di cose delicate e di passioni profonde, a dover inventare ogni giorno qualcosa. Il fatto è che tutto questo lo si fa con l’entusiasmo di chi non è assuefatto agli eventi mondani, come chi vive nelle metropoli e non fa che commentare “già visto, già letto, già fatto” rispetto a qualsiasi cosa che abbia un’ombra di contemporaneo. Per questo, mi azzardo a dire che la provincia mantiene intatto l’entusiasmo nei confronti della vita. E forse esagero, ma il disincanto con cui molte persone, abituate al tutto-qui-a-portata-di-mano tipico delle città, io non posso far altro che condannarlo.

[Tutto ciò non mi impedisce di andare nelle città più grandi a cercare fonti di ispirazione e nuove idee. Come dire, prendo il meglio da tutto e tento di scansare il peggio di torno].

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