Mamma li turchi! Baba Zula a Mittelfest

[cultura]

di Anna Castellari

foto internet

27/07/2009

Il pubblico di Cividale del Friuli, nei pressi di Udine, presente al concerto di Baba Zula il 24 luglio scorso si è spaccato in due come una mela di fronte all’esibizione della band turca: chi se n’è andato, quasi indignato, a metà concerto, e chi fino alla fine si è spellato le mani sciogliendosi negli applausi. Non si tratta, è ovvio, di un concerto dentro le righe della musica rock tradizionale, e forse la cornice vagamente ingessata del festival friulano – che pure vanta una certa apertura nei confronti delle avanguardie – non ha favorito un grandissimo coinvolgimento di pubblico.

Le avanguardie, i generi musicali in questo spettacolo si mescolano che è un piacere, come ormai sempre più spesso avviene nella musica contemporanea. Percussioni e saz – la chitarra saracena, un liuto a manico lungo – si fondono per dare vita a una musica elettronica, mischiata alla musica tradizionale turca e al reggae. Mentre si esibiscono ballerine di danza del ventre e sullo sfondo, in progress, si creano inquietanti video arte. Un mix totalizzante, forte di vent’anni di performance musicali, che sfocia nella psichedelia: va da sé che per entrare dentro questo connubio di musica, danza, video arte, è necessario lasciarsi andare, attraversare dalle note, dalle immagini e dalla danza.

A vent’anni dal crollo del muro di Berlino, nel Festival cividalese il cui tema del 2009 è “Prove d’Europa”, forse questo è uno degli eventi più significativi. Se la conoscenza di un popolo – prossimo all’ingresso in Ue come la Turchia, pur tra mille polemiche – deriva dalla conoscenza della sua cultura, la pluralità dei generi messi in musica da Baba Zula ne è un ottimo riassunto. Si aggiunga una certa autoironia di cui è condita la performance (“mamma li turchi”, esclama in un italiano incerto il cantante), e il cocktail è perfetto. Non è un caso se un regista come Fatih Akin (La sposa turca) li ha voluti nel 2005 tra i protagonisti in Crossing the Bridge – The sound of Istanbul, affresco contemporaneo della musica turca tra avanguardia e tradizione, tra l’occidente elettronico e l’oriente dei liuti e dei suoni delle strade. Da ascoltare, ma soprattutto da farsi attraversare.

[Fonte: Rivistaonline]

2 risposte a “Mamma li turchi! Baba Zula a Mittelfest”

  1. bello annarè, bel pezzo proprio, mi ha fin fatto pentire di non esserci venuto

  2. si vede che non dormire la notte prima mi ha permesso di scrivere in modo più psichedelico e coinvolgente, è un’esperienza da ripetere 😉

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