Ma tu quanti libri scrivi in una settimana?

Dallo scorso anno frequento quel bellissimo laboratorio di stimoli, idee e contatti con la realtà milanese che è la Grande Fabbrica delle Parole — una realtà vera, fuori dal contesto radical chic che tanto dice e niente di fattivo fa, e che comincio a non sopportare. Il nome del laboratorio è lo stesso di un bellissimo libro, edito Terre di Mezzo, del quale potete sfogliare un’anteprima a questo link.

Ultimamente, ho voglia di frequentare famiglie con bambini di tutte le nazionalità, che vivono in zone limitrofe alla mia — e questo laboratorio lavora proprio qui. Amici e parenti che vivono dalle mie parti si chiederanno che cosa si nasconde dietro questo nome lungo dall’aria nostalgica — «che ci fate, parole di cartongesso?». Non esattamente.

In un fabbricato anni ottanta, dismesso e rimesso in sesto dopo un periodo di incuria, nel Parco della Martesana — uno dei miei posti preferiti di Milano, dove si respira un’aria da vecchia città che placidamente vive secondo i ritmi del fiumiciattolo che l’attraversa, tra papere e nutrie, orti e ville primo novecento — due o tre volte alla settimana si tiene questo laboratorio per bambini e ragazzi dai sei ai quattordici anni. Un laboratorio di scrittura creativa, dove i bambini e i ragazzi vengono a contatto con tutte le figure che popolano il mondo dell’editoria: a cominciare dallo scrittore, continuando con l’illustratore, per finire con l’editore. Solo che, per una volta, gli scrittori sono proprio loro, i bambini.

Il logo della Grande Fabbrica delle Parole
Il logo della Grande Fabbrica delle Parole

Nella pratica, tutti i bambini, guidati da Francesca Frediani, bravissima coordinatrice e solleticatrice di storie, inventano un racconto che arriva a un certo punto. A volte, Francesca viene aiutata anche da “scrittori veri”. Ad esempio, quando è stata scritta questa storia, alla quale anch’io ho partecipato (non come bambina, anche se avrei voluto), è intervenuto il giallista milanese Gianni Biondillo, che si è rivelato istrionico e fomentatore di storie per ragazzini dalla mente fervida. Coinvolgendoli tutti, anche quelli più difficili che mai aprirebbero la bocca, e non lasciando intervenire gli insegnanti, che rimangono a osservare, si arriva a un nodo cruciale di una storia. A quel punto, l’editore (Barbara Martelli, l’altra anima del laboratorio), da dietro le quinte decide se pubblicare o no quella storia. E se la risposta è sì, lo fa in tempo reale: stampa tutto, copertina, racconto, illustrazioni, tutto quello che è stato prodotto fino a quel momento, in un numero di copie equivalente al numero dei bambini. Pinza il libro, e per ogni copia appiccica in copertina la foto di ognuno dei bambini, scattata all’inizio del laboratorio, e la distribuisce al suo proprietario. Che è invitato a concludere da solo la storia, scrivendola sulle pagine lasciate volutamente bianche, in fondo. E a fare proprio ciò che normalmente viene considerato qualcosa d’inarrivabile, di altrui, d’impossibile da produrre: il libro, la cultura.

Non sono rari i casi di bambini che faticano a esprimersi in italiano, perché figli di sudamericani o cinesi o arabi, ma che trovandosi in una situazione per loro stimolante riescono a superare alcune barriere linguistiche — o perlomeno a volerle superare, che poi è il primo passo verso l’integrazione linguistica e sociale.

Ma tu quanti libri scrivi alla settimana?, a cura di Francesca Frediani, Terre di Mezzo editore.
Ma tu quanti libri scrivi alla settimana?, a cura di Francesca Frediani, Terre di Mezzo editore.

Fuori dai discorsi più complessi e sociologici, fare la volontaria rimane sempre un’esperienza arricchente e stimolante. Con i bambini, quasi sempre, s’instaura un rapporto di reciproca fiducia. Le loro domande spiazzano e stimolano anche noi adulti, rimettono in discussione i nostri cliché. Da queste domande sono uscite interessanti conversazioni anche con gli scrittori coinvolti. E così, anche per finanziare l’iniziativa, è stato pubblicato un libro con le interviste dei bambini agli scrittori. Si chiama Ma tu quanti libri scrivi alla settimana?, è curato da Francesca Frediani e contiene le interviste a Silvia Ballestra, Matteo B. Bianchi, Gianni Biondillo, Susanna Bissoli, Paolo Cognetti, Gabriele Dadati, Fulvia Degl’Innocenti, Giorgio Fontana, Fabio Geda, Federica Manzon, Marco Missiroli, Davide Musso, Alessandro Zaccuri.

Un bel modo per ritornare bambini, “rinfrescarsi” le idee (nel vero senso della parola, quello di renderle più fresche e spontanee) e di aiutare il laboratorio a crescere.

2 Risposte a “Ma tu quanti libri scrivi in una settimana?”

  1. mio figlio ha solo un anno e mezzo…dovete assolutamente andare avanti per almeno altri 5 anni, altrimenti noi come facciamo?! 🙂

    1. Cara Lisa non mancheremo! 😉 un abbraccio

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