Ellissi: un romanzo di poesia

ellisse (meno corretto elisse, raro ellissi) s. f. [dal lat. scient. ellipsis, e questo dal gr. ἔλλειψις «mancanza»]. – In geometria, curva piana chiusa appartenente alla famiglia delle coniche (v. conica), che può cioè ottenersi come sezione di un cono circolare con un piano; è il luogo dei punti del piano per i quali si mantiene costante la somma delle distanze da due punti dati, detti fuochi (tale somma è necessariamente maggiore della distanza tra i fuochi stessi). In astronomia, è un’ellisse l’orbita descritta da un pianeta intorno al Sole (che ne occupa un fuoco), quella di un satellite intorno a un pianeta, ecc. (Fonte: Vocabolario Treccani online)

Francesca Scotti è diventata mia amica non prima di conoscerla come scrittrice: è stata proprio la scrittura a farci incontare e siamo diventate amiche grazie ai suoi libri.

Li ho letteralmente divorati uno dopo l’altro. Protagonista assoluta è l’adolescenza. Io e Francesca siamo coetanee e quell’età ormai lontana non lo è così tanto da non ricordarci entrambe i fremiti, le pulsioni, il sentimento di impotenza e di possibilità al tempo stesso. La sensazione che gli anni siano lentissimi, che gli inverni non passino mai e durante le estati accada di tutto.

E, soprattutto, l’amicizia. Quando me ne ha parlato la prima volta, eravamo sedute in un caffè un venerdì mattina e ha voluto portare l’accento proprio sull’amicizia. Quella che nasce durante l’adolescenza e che non si scorda più. Sono legami indissolubili: li vedo tutti i giorni nella scuola in cui lavoro da qualche mese, nascono in pochissimo tempo e non si rompono mai per tanti anni, indifferentemente se si è maschi o femmine. Anche se ci si allontana, la sensazione è che quei legami si possa sempre ritrovarli. Anzi, forse un allontanamento è necessario. In quel periodo mi stavo riavvicinando a una mia cara amica con cui ho condiviso tantissimo dai quattordici ai diciannove anni, che poi per diverso tempo ho perso di vista – nessuna rottura, solo strade diverse che nella vita è normale intraprendere – e che ora ho felicemente ritrovato.

Questo allontanamento è la sintesi del romanzo di Francesca Scotti, Ellissi. Ellissi è omissione, ma è anche la forma ellittica, quella che contraddistingue le libellule. E in libellule vogliono trasformarsi le due protagoniste, Erica e Vanessa, un fiore e una farfalla, modellando il proprio corpo attraverso l’alimentazione e facendolo insieme. L’anoressia non è la conseguenza tanto della schiavitù delle immagini, quanto una svolta morbosa della loro amicizia, una tensione verso l’assoluto, verso una dimensione propria in cui gli adulti non possono e non devono entrare. È un patto segreto tra loro, è la deriva peggiore che può assumere un’amicizia in quell’epoca della vita. E la scrittura introspettiva di Francesca ce lo svela, pagina dopo pagina.

Anche se le due protagoniste non lo sanno, è proprio l’ellissi, l’omissione, la mancanza e l’allontanamento che le salverà. Per rinsaldarsi, un’amicizia vera ha proprio bisogno di questo: di una fuga, di una mancanza, di un allontanamento tra due fuochi di un’ellisse. Un nuovo equilibrio potrà essere ristabilito solo nel momento in cui si prende atto che l’ellissi, anzi, l’eclissi (parola che ha la stessa origine ma che si riferisce più palesemente alla mancanza, al nascondersi) è necessaria.

Leggendo il romanzo, non ho potuto fare a meno di pensare alle serate trascorse con quell’amica che ho appena ritrovato, quando ci ritrovavamo nel buio della mia camera di adolescente.

Avevo un vinile dei Pink Floyd: The dark side of the moon, i Pink Floyd me li aveva fatti conoscere lei. E questa canzone, e tutto l’album, ci facevano da colonna sonora.

Francesca Scotti, Ellissi
Bompiani 2017
€ 17,00

Foto di copertina: Matthew Bate

Lascia un commento