Elbabookfestival: Sorgenti che sanno e Scacciapensieri

All’Isola d’Elba ci sono stata per la prima volta nel 1990. Fino ad allora tutta la mia esperienza acquatica al mare consisteva nell’Adriatico nord, una specie di brodo che di rinfrescante aveva ben poco, certo con paesini suggestivi e tanta sabbia, ma pochi pesci e molta melma – con la scusa della “spiaggia del carabiniere” cui mio nonno poteva accedere gratuitamente si andava sempre e solo lì.

All’Isola d’Elba avevo nove anni, il mondo mi sembrava enorme ma semplice, e mi pareva lontanissima specialmente perché ci siamo andati con una Renault 4 bianca anticherrima, un viaggio infinito di notte nel quale non ho dormito un minuto per l’eccitazione, per la disperazione di mia mamma. E quando siamo arrivati e finalmente ho dormito, ricordo che ho fatto la pipì a letto, forse perché ero troppo stanca.

Ho visto ben poco e ricordo nello specifico la frase “Jita meravijosa a Havoli, Secchetti e Fettovaia!” strillata all’altoparlante nella spiaggia di Marina di Campo, l’unica che vidi davvero (mia madre non è abituata a viaggiare e in viaggio replicava i comportamenti stanziali che ha di solito: l’esatto opposto di ciò che faccio io adesso). Ricordo la casa di Napoleone che mi era apparsa una dimora di lusso, mica male per un esilio. Mi ricordo anche le montagne brulle. E l’acqua del rubinetto imbevibile. L’ho assaggiata appena arrivata e l’ho sputata: sapeva di freschin, cioè di uova marce. Acqua sulfurea. Mio papà mi guardò come dire “ecco la solita viziata”, poi la assaggiò e la sputò anche lui. Mio papà, per la cronaca, lì mi regalò per il compleanno Viaggio al centro della Terra di Jules Verne in un’edizione da edicola che ricordo ancora, con le scritte dorate in copertina e dentro stampato piccolissimo, e un salvagente giallo a forma di pesce femmina dalle ciglie lunghissime, che battezzai Pescia in onore dell’omonima cittadina che avevamo attraversato per arrivare a Piombino.

Adesso dopo venticinque anni ci torniamo, e stavolta so che potrò esplorarla meglio. Curioso come si parli di acqua sia tra gli organizzatori del festival a cui partecipiamo – Elbabookfestival – sia tra noi, che abbiamo appena fatto uscire un libro sulle creature acquatiche Sorgenti che sanno. Acque, specchi, incantesimi per La Biblioteca dei Libri Perduti.

copsorgenti2E siccome mi piace l’ubiquità, all’isola d’Elba sarò un po’ allo stand della Biblioteca un po’ a quello di Mille Gru, con cui faremo anche dei regali poetici terapeutici ai bambini, con un laboratorio Scacciapensieri al teatro Garibaldi di Rio nell’Elba il 29 alle 10. La sera di quello stesso giorno, alle 18,30, presenteremo il libro acquatico, ed entrambi gli eventi si terranno con Francesca Matteoni che ha partecipato come poetessa al progetto Scacciapensieri, e come curatrice al volume sulle creature acquatiche.

Insomma, mi confermo la solita casinista. Vado in vacanza ma ci lavoro, ma siccome è un lavoro che faccio con amore è come se non lavorassi. Mi trovate lì o in spiaggia dal 26 al 29 luglio prossimi. Inutile dire che non sto nella pelle, anche perché sto chiudendo alcuni lavori in extremis e si parte già sabato. Anche stavolta, temo, la notte prima non dormirò per l’agitazione.

Foto di copertina: Valentina De Santis

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